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Galileo Galilei - Orizzonte degli Introvabili - Oggetti unici, particolari e....tanto altro

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Galileo Galilei

 
 
 
 
 

Ritratto di Galileo Galilei di Justus Sustermans (National Maritime Museum di Greenwich)

 
 

“350° ANNIVERSARIO DELLA PUBBLICAZIONE DEL – DIALOGO SOPRA I DUE MASSIMI SISTEMI – DI GALILEO GALILEI LINCEO 1632 – 1982”

Astronomo e fisico nato a Pisa nel 1564.
Le sue scoperte scientifiche in meccanica ed astronomia, e soprattutto il moto sperimentale-matematico usato per le  ricerche, fanno di lui il fondatore della scienza moderna e una delle figure più grandi ed affascinanti dell’umanità.
Secondo quanto racconta Vincenzo Viviani, suo discepolo, Galilei appena diciannovenne, avrebbe fatto la sua prima scoperta: la durata delle oscillazioni di diversi corpi oscillanti, rimaneva costante nonostante il loro smorzarsi. Le oscillazioni di un pendolo, quindi, permettono di scandire il tempo e questa scoperta è tuttora alla base del funzionamento dell’orologio.
La sua attenzione fu particolarmete rivolta all’astronomia, tanto da meritare lusinghieri riconoscimenti da parte dei maggiori scienziati dell’epoca, tra cui Keplero. Fu iscritto all’Accademia dei Lincei.Nel 1613 le sue scoperte provavano la verità del sistema copernicano. Si fece ardito e pubblicamente manifestò le sue idee. Queste, in contrasto con le sacre scritture, gli provocarono violenti attacchi e fu denunciato alla Congregazione del Sant'Uffizio di Roma, che ingiunse allo scienziato pisano di astenersi dall’insegnare, difendere o trattare la dottrina copernicana.
Nel 1632, durante il Pontificato di Urbano VIII° pubblicò il “DIALOGO SOPRA I DUE MASSIMI SISTEMI DEL MONDO”.
Le sue idee e le convinzioni dello scienziato sono ben chiare. Fu, quindi, intimato di recarsi a Roma, per rendere conto del suo libro. Il Consiglio del Sant'Uffizio condannò Galilei all’abiura e al carcere. La condanna fu commutata in relegazione a Pisa e poi ad Arcetri.  Furono terribili questi ultimi anni per lo scienziato: la morte della diletta figlia Virginia, ed in modo particolare la completa cecità che lo colpì nel 1637. Dopo innumerevoli altri studi, cessò di vivere in Arcetri (Firenze) nell’anno 1642.


 
 
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